L’arte di comunicare con i bambini


E’ da tanto che non scrivo un post per la sezione gravidanza e maternità. Eppure di letture a segno in questo settore ne ho messe a segno davvero tante, anche perché mentre Tito attraversa la fase dei “Terribili 2” io ho avuto bisogno di confrontarmi con numerosi testi che potessero aiutarmi a gestire meglio i NO, i capricci, le bugie, il bisogno che le regole siano accettate e rispettate. Questo perché è piuttosto facile sentirsi inadeguate, il rimprovero ci fa sentire in colpa, le sculacciate (anche se a volte potrebbero sembrare l’unica soluzione) sono da evitare… Insomma, non è che si disponga di così tanti strumenti per riuscire a ottenere il risultato cui tutte le mamme mirano: un bimbo perfetto, bene educato, che sappia rispettare le regole condivise. In tutta questa serie di esigenze da soddisfare, ho trovato utile L’arte di comunicare con i bambini. Le frasi e i comportamenti che funzionano davvero  di Suzanne Vallières.

L’autrice è una psicologa canadese, madre di tre figli, che si occupa di prima infanzia e che ha scritto diversi libri sui temi più caldi per tutti i genitori. Il suo L’arte di comunicare con i bambini è un manuale agile e di facile consultazione (ci sono anche degli specchietti riassuntivi che permettono di recuperare tutte le regole da applicare per essere sicuri di raggiungere il successo educativo) che parte dal presupposto che le parole che usiamo, e soprattutto il modo in cui le usiamo, sono elementi fondamentali per creare relazioni costruttive con i propri figli. Relazioni che per essere positive e funzionali devono essere fondate sul rispetto e non sulla critica. Vale a dire che alla base dell’essere un buon genitore c’è un processo di comunicazione adeguato.

I temi trattati sono davvero tanti, ma in sintesi i consigli dell’autrice ci indicano la strada dello stile diretto, ma simpatico e amichevole; un percorso che concretamente mostra i modi migliori di rapportarsi con i bambini nelle piccole e grandi difficoltà della vita quotidiana, il tutto riportando esempi di frasi e comportamenti che funzionano (contro quelli che, invece, è meglio evitare), con in mente ben chiaro il fatto che il nostro bambino è un tesserino in continua evoluzione e che spetta a noi il compito di capirlo, aiutarlo e guidarlo… e che un bambino ha sempre e soltanto il potere che gli si concede. E’ quindi fondamentale saper imporre dei limiti con fermezza e costanza, imparare a dire dei no (e a non retrocedere per stanchezza), adottare punizioni adeguate,

Fra i temi trattati per evitare che nostro figlio diventi un “terrorista”: il  bambino re, la rivalità tra fratelli, la sfida dei no e l’arte di far rispettare le regole (con la fondamentale legge delle cinque C: Chiarezza, Concretezza, Costanza, Coerenza, Conseguenze), gli interventi disciplinari, Babbo Natale esiste davvero?, non sono capace, la sessualità infantile, le bugie, il complesso di Edipo.
Perché nel processo di educazione (o di ri-educazione) bisogna sempre aver presente che è fondamentale sviluppare l’autostima del nostro bambino e il suo senso di sicurezza… Da qui anche concetti come l’importanza del rinforzo positivo, del contare fino a tre e del ripetere, ma solo una volta e senza mai dimenticare che una volta che si è finito di contare – certamente non fino a dieci, ma davvero solo fino a tre – o che si è ripetuto più di una volta quello che vorremmo che il bambino mettesse in atto, occorre davvero ricorrere a una punizione che sia commisurata all’età del vostro cucciolo e che sia concettualmente legata alla ragione per cui lo stiamo punendo (per esempio, gli abbiamo chiesto di abbassare il volume della televisione e lui non lo ha fatto… la televisione verrà spenta e si riaccenderà solo quando avrà capito perché è stato punito).

Carla Panza

(L’arte di comunicare con i bambini. Le frasi e i comportamenti che funzionano davvero di Suzanne Vallières, Edizioni Red, pag. 110, euro 12)