Il mare dove non si tocca


Fabio Genovesi sa fare una cosa che, almeno con me, non sanno fare altri autori: mi lascia con la necessità di andare a cercare in giro le emozioni che mi ha fatto provare con il suo libro, per rimanere con una certezza, la vita è bella perché niente è normale, nemmeno quello che apparentemente lo è…e che noia poi la normalità.

Il mare dove non si tocca (Mondadori), l’ho ripreso in mano due volte, una per il C(L)UB di lettura del CUB – Castello Ursino Bookshop (mesi fa a dire la verità) e un’altra qualche settimana fa, quel giorno in cui dovevo “scappare” in spiaggia e non avevo un libro da portare, faticosamente, fino a riva. Alla fine ho visto questa copertina dove il mare c’era già, nel titolo e nella creatività, e senza nemmeno capire che si trattasse di un libro già letto, ero in spiaggia a ri-leggere. Lo so, lo so, quello che si dice, e cioè che non bisognerebbe perdere tempo a rileggere libri, visto che il mondo è pieno di testi belli, ma meglio leggere due volte un libro bello, che una uno di merda. Sì, credo di essere stata chiara. Mi sento pittoresca in questa fase della mia vita, mi piace.

Vi dico brevemente di che parla Il mare dove non si tocca. Racconta la storia di Fabio, un bimbo di sei anni, con una mamma, un papà…e circa dieci nonni. Sì, lui è il piccolo di Villaggio Mancini, un luogo quasi fuori dal mondo in cui vive l’omonima famiglia, in cui gli uomini sono marchiati da una maledizione: quelli che non si sposano entro i 40 anni impazziscono. Diciamo che di quei 10 nonni, che poi sono zii, non si è sposato nessuno. Il babbo di Fabio però si è sposato, ha trovato l’amore della sua vita e, anche se è di poche parole, riempie quella del suo piccolo che cresce anche sotto l’occhio attento, e un po’ eccentrico di quegli anziani che animano Villaggio Mancini e che non perdono occasione di far parlare di loro.

Si parla di infanzia e a scrivere è proprio un bambino. Ancora una volta Genovesi scrive come scriverebbe il piccolo Fabio, che nel libro cresce anche, e cambia. Fabio, quello piccolo, quello di fantasia, ti prende per mano e ti porta a conoscere tutti e tutto, ti trasmette le sue passioni. Oh, lo ammetto, per un poco questo bambino mi è sembrato pure scemo, troppo puro anche per il bambino più puro del mondo, ma con una ricchezza che forse i bambini moderni oggi non hanno: la famiglia. Una ricchezza che ti permette di crescere adagio, con i tempi giusti. Mamma che storia, quella di avere una famiglia piena di persone, immensa, sbagliata a volte, ma una famiglia che ti accoglie, che ti fa crescere, che ti vuole bene, e che c’è anche quando a te sembra che non ci sia, anche quando non la vorresti. Quella famiglia la è stramba, ma è una famiglia che a me piacerebbe quanto meno conoscere.

(Il mare dove non si tocca/Fabio Genovesi/ Mondadori/ pp 324/ € 19,00)

Mari