Cosa compro?


Da quando sono passata di ruolo, è stato determinato che ogni insegnate abbia a sua disposizione la “carta del docente” con un bonus di 500 euro da spendere in corsi aggiornamento, libri (ovviamente relativi alla propria materia), e aggiornamento tecnologico (tutto tranne smartphone). Così, mentre l’anno corso ho deciso di comprare il computer nuovo, in vista del fatto che sarei stata molto in movimento (e anche considerando che il mio computer stava davvero per esalare gli ultimi respiri)… Quest’anno ho deciso che destinò questo bonus (che finché non viene rendicontato non viene più neanche erogato) in corsi di aggiornamento e libri. Solo che devo decidere cosa acquistare e mentre aspetto che venga attivato un corso che mi interessi, spulcio i siti internet dove è possibile spendere i buoni che vengono emessi dal sistema “carta del docente”.

Ho deciso che acquisterò un vocabolario più aggiornato del mio (penso che manterrò su “Lo Zingarelli” edizione 2017 con ampliamento online e Cd-Rom, per la Zanichelli) e che mi regalerò anche il mio sogno di sempre: “Il nuovo etimologico. Dizionario etimologico della lingua italiana” (sempre della Zanichelli). Poi sono indecisa, quindi vi chiedo consiglio (e vedete di consigliarmi in maniera saggia perché se voglio anche fare un corso di aggiornamento devo tirare un po’ la cinghia).

La regola da seguire è che il materiale che acquisto deve essere connesso alle materie che insegno (italiano e storia). Quindi, per esempio, se non lo avessi già comprato e divorato (e anche già consigliato a voi), comprerei certamente “L’arte di essere fragili” di Alessandro D’Avenia. Ho già deciso che comprerò i tre volumi di “Dante poeta del desiderio. Conversazioni sulla Divina Commedia” (Inferno, Purgatorio e Paradiso) perché mi piace l’approccio dell’autore Franco Nembrini che riporta DanteLa Divina Commedia ad essere rispettivamente un poeta e un’opera del popolo e per il popolo… e non un autore difficile riservato ai letterati, ai colti, insomma… a pochi eletti. L’intento dell’autore, quindi, è quello di porsi in continuità con il fine dell’opera di Dante che lui stesso disse essere quello di “rimuovere gli uomini dallo stato di misera e condurli verso uno stato di felicità”. Insomma, una lectura Dantis non accademica, ma che vive del rapporto fra il testo dantesco e l’esperienza tangibile e molte volte drammatica della vita di ciascun uomo: il frutto di una continua rilettura dell’opera, arricchita da nuovi studi e innumerevoli incontri, dopo quella che potrebbe essere definita una vera e propria folgorazione vissuta dall’autore quando aveva solo 12 anni. E il viaggio di Nembrini si conclude con l’invito a ricominciare da capo a rileggere l’opera di Dante, ma tenendo presente la fine in modo che il cammino sia illuminato da una luce nuova.

Questa è un’ipotesi che mi sembra interessante. Ma le opzioni possibili sono davvero tante (penso per esempio a “Itinerari nella letteratura italiana. Da Dante al web” di Carocci editore, oppure al “Manuale di letteratura italiana medievale e moderna” e poi anche il volume dello stesso manuale dedicato alla Contemporanea di Alberto Casadei, oppure potrei comprare le nuove edizioni della letteratura italiana del Ferroni su cui ho studiato quando ho conseguito gli esami di maturità… o ancora, potrei decidere di dedicarmi all’acquisto dell’opera completa delle fiabe raccolte da Giuseppe Pitrè e completare la mia raccolta di edizioni Donzelli – iniziata con il volume dedicato all’opera di Charles Perrault – con le fiabe dei fratelli Grimm) e siccome se spendo il bonus, l’anno prossimo un nuovo credito sarà messo a mia disposizione, fatevi sotto perché accetto tutti i suggerimenti.

Carla