Central Park


Non avete sbagliato blog e parleremo di Central Park, ma non come lo farebbe un travel blogger… Ne parliamo perché è proprio su una delle sue panchine che prende il via l’omonimo libro di Guillaume Musso.

Manco a dirlo, siamo a New York. Sono le otto del mattino. La nostra protagonista Alice (una poliziotta parigina – del XVI° arroindissement) si sveglia senza ricordare quasi nulla di quanto successo la notte prima. Impiega qualche secondo per rendersi conto di essere ammanettata a un uomo sconosciuto. Il primo pensiero è di essere stata proprio lei ad ammanettarsi all’uomo misterioso, ma non riesce a ricordare perché. Solo qualche flash della notte precedente con le amiche, trascorsa a bere e a festeggiare. Poi il percorso a piedi fino alla macchina parcheggiata in un multipiano non molto distante dai locali degli Champs-Elysées dove aveva alzato troppo il gomito.

Mentre Alice cerca di ricostruire, l’uomo – il musicista jazz Gabriel Keyne – si risveglia. Anche lui non sa come sia finito ammanettato ad Alice e perché. Ricorda solo che la sera prima si trovava a Dublino a suonare in un locale. Non hanno effetti personali. Non hanno denaro. Lei capisce di avere in tasca una Glock 22 (che però non è la sua pistola d’ordinanza) e scopre di avere una serie numerica scritta a penna sul palmo di una mano. La maglietta che indossa, inoltre, è sporca di sangue. Come possono essere finiti insieme a New York se la sera prima si trovavano in due città differenti? In due Stati differenti?

L’unica cosa certa è che devono lavorare insieme per riuscire a rimettere insieme i pezzi di un puzzle scomposto. Devono collaborare. E il primo passo da fare è trovare un telefono e chiamare il collega di Alice a Parigi. Gabriel vorrebbe invece andare alla polizia, ma Alice riesce a dissuaderlo. Rubano un cellulare a un ragazzo appena fuori dal parco, fuggono a tutta velocità per le strade di New York e contattano un’amica di Gabriel che si dice disposta a rompere la catena delle manette che li lega insieme per invitarli subito dopo a levarsi dai piedi perché lei non vuole guai. Al furto del cellulare segue quello di una macchina. Nel frattempo la polizia si mette sulle loro tracce perché Gabriel non ha eseguito alla lettera quello che Alice gli ha raccomandato di fare. Una nuova fuga e una serie di nuove scoperte. Perché da quando hanno le mani libere, Gabriel ha scoperto che sul suo bicipite è inciso un codice numerico e Alice ha ritrovato nelle sue tasche il biglietto del deposito bagagli di un hotel.

Man mano che la storia avanza i pezzi cominciano a mettersi insieme e i due capiscono che tutta la loro situazione ha a che fare con un serial killer sul quale Alice ha indagato qualche tempo prima e che ha lasciato dei segni profondi nella sua vita non solo di poliziotta, ma anche personale. Anche i fantasmi di Gabriel cominciano a emergere. E anche se i due sono costretti a fidarsi l’uno dell’altra, il vento del sospetto più volte spinge Alice a dubitare del compagno di avventura.

Il susseguirsi di eventi, dove il passato bussa alla porta delle vite dei protagonisti, apre e chiude parentesi della storia di Alice con lunghi flashback che raccontano le ferite ancora aperte con tutto il dolore che causano. Scheletri nell’armadio con cui confrontarsi: che significano imparare a saper fare i conti con se stessi, a farla finita con rifiuto di accettare la realtà per imparare a convivere anche con il dolore e con la paura, anche quando sembra che la vita si stia accanendo contro di noi.

Avvincente, ben costruito, accattivante; da metà in poi vive di una suspense incredibile. Ma non è solo un giallo dal finale inaspettato (e forse dire inaspettato è davvero troppo poco perché quando leggerete lo scioglimento dell’enigma resterete a bocca aperta). E’ un libro che ti spinge a riflettere sul senso della vita e dell’amore, sull’importanza della propria dedizione al lavoro, alla famiglia, alla vita. Un libro sull’amicizia, quella vera, quella che ti fa rinunciare a te stesso a tutti gli egoismi per andare incontro alle persone che ami. Un romanzo sull’esigenza di combattere anche quando la tua unica arma è il desiderio di vivere ancora. UN romanzo sull’importanza della verità, anche quando può sconvolgerti la vita per sempre.

Bellissimo.
Carla
(Central Park di Guillaume Musso, Bompiani, pag. 320, euro 12)