L’Arminuta


Ultimamente non mi circondo di libri che mi piacciono, ultimamente è difficile che io trovi un libro che mi piace. Sì lo so, sono diventata difficile, ma è che il tempo da dedicare alla lettura è così poco che già mi girano le scatole a pensare di passarlo a leggere qualcosa di sbagliato. Così ci sono sere che decido di passare leggendo e poi alla fine non lo faccio, perché comincio a sfogliare libri che ho comprato anni e anni fa, che non mi va nemmeno di aprire. Però non è che in una casa senza internet, senza abbonamenti a cose televisive varie, ci siamo molte opzioni in alcune serate. E meno male, perché se no non avrei mai letto L’Arminuta di Donatella Di Pietrantonio (Einaudi).

Il libro me lo hanno regalato e, per un po’, non ho nemmeno saputo quale fosse il titolo. Poi in quella famosa sera della noia totale ho cominciato a guardare quei libri da leggere, cercandone uno che non fosse troppo lungo, troppo impegnativo e con un titolo a dir poco strano. Ops, questo il titolo strano ce l’aveva. L’Arminuta, che significa “ritornata” in dialetto abruzzese.

Uau, sono rimasta sveglia una notte per arrivare fino alla fine, perché questa storia è potente. L’Arminuta è una bambina di 13 anni che da un giorno all’altro scopre di non essere figlia delle persone che ha sempre chiamato mamma e papà, che viene invece restituita alla sua famiglia d’origine, facendo in pochissimo tempo un balzo culturale, umano, sentimentale. Si parla di maternità, nelle sue più varie sfaccettature, di appartenenza, di solitudine, di amore, creando una relazione madre-figlia che solo apparentemente può risultare incomprensibile.

L’Arminuta arriva nella sua casa natale, quella della quale non sapeva nemmeno l’esistenza, in un caldo pomeriggio d’agosto, dopo avere passato i suoi primi tredici anni in una famiglia agiata che non le ha mai fatto mancare nulla, ritrovandosi invece in una “tana” dove a stento si riesce a mettere il pane a tavola e dove il surplus non è nemmeno preso in considerazione. La ritornata, vede quindi la sua vita stravolta, non riuscendo ad entrare in sintonia con quell’uomo e quella donna che le hanno dato la vita, riuscendo a stringere un legame solo con alcuni dei suoi fratelli. Adriana, più piccola di lei di un paio d’anni, la aiuterà in questo percorso di abbandono alla ricerca di nuove relazioni, di dolore. L’Arminuta sarà quindi costretta a diventare grande prima del tempo a ristabilire relazioni e priorità, ad aprire gli occhi.

Questo libro è semplice, come semplici sono le emozioni dei protagonisti, eppure come ho detto è potente come pochi dei libri che ho letto negli ultimi anni. Del resto i sentimenti sono semplici eppure potenti e colorano la nostra vita in ogni modo possibile e immaginabile. Sembra una fiaba, qualcosa che non potrebbe mai succedere eppure è una storia che potrebbe essere realmente accaduta quarant’anni fa e che potrebbe accadere ancora ai giorni nostri.

(L’Arminuta/Donatella Di Pietrantonio/ Einaudi/ pp 176/ € 17,50)

Mari